Sempre amore: breve biografia di Niccolò van Westerhout.

Compositore irrequieto, dalle molteplici sfaccettature, un personaggio crepuscolare per la sua ambigua sospensione tra passato e futuro, tra alterità e tradizione: così Galliano Ciliberti ha definito Niccolò van Westerhout, musicista molese e talento precoce, stroncato da una morte altrettanto rapida.

Nato a Mola il 17 dicembre 1857 da una famiglia fiamminga stanziatasi in Puglia nel XVII secolo, Niccolò si accostò alla musica da giovanissimo e già all’età di 13 anni aveva composto una delle sue prime opere su soggetto della tragedia shakespeariana Giulio Cesare, suscitando l’attenzione della Giunta Comunale della sua città, che finanziò il suo trasferimento a Napoli e la sua iscrizione al Conservatorio di San Pietro a Majella. Nella città partenopea rimase sino alla morte, avvenuta il 21 agosto 1898 in uno stato di grande povertà. Durante il suo soggiorno in Campania, tra le varie personalità artistiche dell’epoca, strinse amicizia con Gabriele D’Annunzio.

Questo valente musicista, dimenticato per anni e solo recentemente oggetto di una progressiva riscoperta, ha prodotto soprattutto composizioni cameristiche e sinfoniche, e quattro opere liriche:

Cimbellino, dramma lirico in quattro atti, libretto di Enrico Golisciani, rappresentata al Teatro Argentina di Roma nel 1892
Fortunio, dramma lirico in tre atti, libretto di G. M. Scalinger, rappresentata al Teatro Lirico di Milano il 16 maggio del 1895
Doña Flor, dramma lirico in un atto, libretto di Arturo Colautti, rappresentata a Mola di Bari il 18 aprile del 1896
Colomba, dal libretto di Arturo Colautti, rappresentata postuma al Teatro San Carlo di Napoli nel 1925

 Altre due opere liriche, Una notte a Venezia Imogene rimasero incompiute, mentre la Tilde non fu mai rappresentata.

La Doña Flor venne commissionata dallo stesso comune di Mola e dedicata dal musicista alla sua città natale. Quasi un secolo dopo, il comune di Mola commissionò allo scultore Bruno Calvani la statua che celebra la protagonista e una delle opere più belle di questo compositore di talento. Il 19 febbraio del 2007 le sue spoglie sono state trasferite a Mola e ora riposano nella città che gli diede i natali, a più di centocinquant’anni di distanza.

Bibliografia: Galliano CilibertiUn musicista crepuscolare: Niccolò van Westerhout, Florestano Edizioni, 2007.

 

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