I frantoi ipogei di Mola

Ci sono a Mola luoghi nascosti nel sottosuolo, misteriosi e affascinanti custodi della storia e delle tradizioni della nostra città. Luoghi strappati alla terra dal lavoro degli uomini, ma  che l’incuria e l’inciviltà hanno tentato di distruggere. Sto parlando dei frantoi ipogei, gli antichi luoghi preposti alla lavorazione dell’olio. Pochi molesi sanno che la loro città ne possiede ben 40, dislocati sotto le strade e le case, testimoni di un passato nemmeno troppo remoto, in cui la lavorazione di questo “oro verde” (l’olio, infatti, era preziosissimo) avveniva con la sola forza umana e animale, muovendo manualmente macine e torchi.

Grazie all’associazione culturale Rosa di Jericho, desiderosa di far riscoprire ai cittadini di Mola la storia e la cultura del loro passato, è possibile visitare questi luoghi davvero molto suggestivi, partecipando alle visite guidate organizzate dall’associazione. Entrare nei frantoi significa letteralmente immergersi nel passato, toccare con mano la grande dignità e il duro lavoro che caratterizzava la vita della società contadina. All’epoca, la lavorazione dell’olio durava mesi, dall’autunno alla primavera, e per mesi lavoratori locali e provenienti da altre zone della Puglia vivevano a stretto contatto, come se fossero un’unica famiglia, in queste grotte di calcare che producevano un bene esportato in tutte le principali città e porti della penisola (l’olio di Mola, infatti, era particolarmente famoso e rinomato). A guidare i lavori vi era il “nocchiero”, una figura che, similmente alla sua controparte sul mare, conduceva gli altri lavoratori in questa barca sulla terraferma, e li spronava al lavoro attraverso una serie di incitamenti che appaiono quasi come un vero e proprio canto. Un personaggio, quello del nocchiero, quasi romanzesco, nel suo essere guida di una nave le cui assi erano fatte di calce viva.

Compagno fedele nei lunghi mesi di lavorazione dell’olio era l’asinello, che una volta entrato nel frantoio era destinato a non vedere più la luce del sole, e a girare la macina che avrebbe prodotto l’oro verde: nel frantoio ipogeo di San Pasquale, dove l’associazione Rosa di Jericho sta conducendo attualmente le visite guidate, è possibile vedere una macina originale, grande e maestosa nel suo essere un umile ma importante strumento di lavoro. Una vera meraviglia!.

Chi voglia scoprire o riscoprire questi luoghi straordinari, carichi di suggestione e fascino, può contattare l’associazione Rosa di Jericho all’indirizzo email info@rosadijericho.com, oppure telefonare ai seguenti numeri: cell. 3475250300; tel. 0804744287. Ulteriori informazioni sono contenute nel sito www.rosadijericho.com La prossima visita è prevista per domenica 1 luglio, dalle ore 18:30 alle ore 20:30, in modo che anche gli appassionati di calcio non “trovino scuse” e possano godere pienamente della bellezza della nostra storia e del nostro passato.

Clicca qui per guardare le foto del frantoio ipogeo di San Pasquale sulla pagina Facebook di MolaEventi